Le opere di Barbara Villosio 2024

Barbara Villosio

Artista cuneese, vive e lavora a Fossano.
Di Barbara colpisce subito il suo grande sorriso, aperto e comunicativo. Socia da anni de La Corte dei Folli partecipa attivamente alla vita associativa. Nell’edizione 2019 del Folle d’oro ci comunicò che aveva sentito la necessità di buttare giù degli schizzi,  accompagnati da un commento, per esternare le emozioni ricevute dalla visione degli spettacoli in concorso.
Barbara oltre ad essere un’eccellente artista, ha una fortissima sensibilità. I suoi schizzi con commento colpirono noi e i nostri ospiti.

Da allora gli schizzi sono diventati dei quadri su tela che vengono donati alle Compagnie durante la cerimonia di premiazione.

 

Note biografiche
Dopo il liceo artistico, ha frequentato l’Istituto Europeo di Design a Milano nell’ambito della moda e della fotografia e terminato i suoi studi nelle materie pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Torino.  Il professore Giorgio Avigdor grande fotografo (personaggio eclettico nel mondo dell’arte a livello internazionale) docente di fotografia presso l’accademia è stato colui che si è accorto dell’estro di Barbara e le ha suggerito di trasformare la sua passione in lavoro. Nel 1994 ha vinto un Symposium de peinture  au Québec in Canada. Nel 1998 si è trasferita per 6 mesi in Canada, presso l’atelier Sautozieuz  crèation a Quebec.
Ha partecipato a rassegne nazionali ed internazionali di pittura, allestendo mostre personali e  collettive.
 
«La sua è una pittura espressionista, – la descrive la critica d’arte Cinzia Tesio – con forti spinte direzionali ed elementi semplificati, come ad esempio le figure umane o la natura, che comunicano una sensazione di potenza; ma è anche una pittura introspettiva, come suggeriscono spesso gli sguardi fugaci delle sue composizioni e l’accumulo successivo di segni, che creano una sorta di labirinto, quasi a voler simboleggiare la difficoltà del nostro tempo e il senso del nostro essere qui. Mi riferisco, soprattutto, agli ultimi lavori, che, attraverso il suo segno, “incidono nel tempo” il tema della pandemia. Un’altra caratteristica della sua pittura è l’accostamento del finito e del non finito, ovvero di parti più dettagliate che prendono forma accanto ad altre in cui si abbandona a larghe spatolature o piccoli segni dettati dallo stato d’animo del momento. Sebbene l’opera nasca da un sentimento interiore lungamente meditato».

L’artista è sempre uguale alla «persona» che vi è dietro, a quanto riesce ad esprimere. Di Barbara Villosio tutto dice il grande sorriso aperto.

 

PREMIO FOLLE ORO XIV edizione 2024

Le Colonne – Sezze (LT)

Stagione 2024, non poteva che incominciare così, 100 anni dalla tragica scomparsa di Giacomo Matteotti.

Ecco come il teatro è in grado di evocare emozioni profonde e come rappresenta l’angoscia e la determinazione che circonda l’uccisione di Giacomo Matteotti. Immagina una scena in cui un oratore, con voce tremante, la cameriera (personaggio immaginario) racconta la lotta per la giustizia e la verità in un’Italia segnata dalla corruzione e dalla paura.

La tensione sale quando le ombre delle forze oppressive si avvicinano, simboleggiate da attori che rappresentano il regime.

Il pubblico è catturato dall’umanità di Matteotti, dal suo coraggio nel denunciare il malaffare, e dal dramma della sua scomparsa.

Le luci si abbassano, lasciando un senso di impotenza e di riflessione.

Alla fine, il messaggio è chiaro: la lotta per la libertà e la verità è un’azione sacra, un richiamo a non dimenticare le vittime di un sistema ingiusto.

L’emozione che pervade il teatro è una miscela di tristezza e speranza, un invito a resistere e a non arrendersi mai.

Grazie per questo

8 ottobre 2024

DIECIGIUGNOVENTIQUATTRO

Scritto e diretto da: Giancarlo Loffarelli

Compagnia di Lizzana – Rovereto (TN)

“C’eravamo troppo amati” è una commedia brillante e leggera, che tratta un tema tanto attuale quanto universale: la fine di una relazione. Ma lo fa con un approccio disarmante e, soprattutto, divertente.

Sul palco, vediamo una coppia che, dopo sei anni di convivenza, decide di separarsi.

Quello che potrebbe sembrare un dramma intriso di lacrime e rancori si trasforma invece in un’esilarante parodia delle dinamiche di coppia, dove l’assenza di violenza verbale o fisica lascia spazio a un’ironia sottile e a una dolce consapevolezza.

Ogni dettaglio della loro convivenza viene scomposto in maniera brillante, con battute che sdrammatizzano i classici stereotipi delle separazioni.

Il risultato è uno spettacolo che, pur nella sua leggerezza, riesce a trasmettere un messaggio profondo: si può lasciare andare qualcuno senza per forza distruggerlo.

Ovviamente siamo a teatro e il finale resta del tutto inaspettato.

 

15 ottobre 2024

C’ERAVAMO TROPPO AMATI

di Palmade e Robin

Regia: Roberto Marafante

Grandi Manovre – Forlì

“Le cognate è una graffiante satira del consumismo, ma anche il delicato ritratto di 12 casalinghe “disperate” che spettegolano e si accapigliano, appiccicano bollini e sognano lavatrici, in un crescendo di situazioni comiche che coprono baratri di solitudine e dolore.

Tra sarcasmo, poesia e crudeltà le figure si alternano sul palco con grande maestria.

Non è stato facile trasportare con il colore su tela tutte le emozioni dei personaggi, spero di esserci riuscita!”

 

22 ottobre 2024

LE COGNATE

di Michel Tremblay

Regia: Loretta Giovannetti

Compagnia dell’Eclissi – Salerno

“Il teatro non deve rispondere.

Ha solo una funzione:

lasciarci nudi di fronte alle domande.”

Peter Brook

……” e a questo aggiungerei che anche l’arte non deve rispondere, deve solo provocare sensazioni o spronare gli animi, quindi a Voi la scelta di poter godere della traccia che più vi colpisce di questo meraviglioso atto rappresentato attraverso questi pochi colori.”

…o forse  siamo noi ancora troppo lontani  e in ricerca.

 

29 ottobre 2024

STATO CONTRO NOLAN

di Stefano Massini

Regia: Marcello Andria

Oneiros Teatro – Cinisello Balsamo (MI)

“Non l’hai fatto, non ce l’hai fatta!”

Questo emerge dall’intero spettacolo.

Un atto pieno di momenti unici dove tutte le emozioni sono messe in risalto dalla bravura degli attori.

La rabbia, l’amore, ma quale “amore”, quello giusto?

Nel mese del contrasto alla violenza sulle donne, bisogna ricordare che dobbiamo proteggere chi la subisce.

A volte non è raccontata, perché fa male, non è raccontata perché ci si vergogna, non è raccontata perché la giustizia ha tempi troppo lunghi e si rischia di morire.

Pochi colori, il rosso dell’amore, ma anche della violenza, il nero dell’ombra che fa male, il bianco della purezza di quell’anima spezzata dall’egoismo dell’uomo.

5 novembre 2024

BLACK BIRD

di David Harrower

Regia: Franco Ciani

Compagnia Hygge Aps – Torino

Così magistralmente attraverso la danza, la musica e la prosa ci troviamo in un tempo sospeso dove la bellezza e l’angoscia ci rendono spettatori consapevoli e responsabili.

Come cenere leggera che si posa silenziosamente su ogni aspetto della vita, abbiamo l’obbligo di affrontarlo insieme,

con sensibilità e comprensione, promuovendo un dialogo aperto e supporto per coloro che ne sono colpiti.

Solo attraverso l’empatia e la consapevolezza possiamo aiutare a dissipare questa cenere e riportare la luce nella vita di chi sta lottando.

Abbracciamoci per essere luce capace di danzare ancora nel sogno della VITA!

12 novembre 2024

LEGGERA COME LA CENERE

di Alessandra Restelli e Elena Sandrone

Regia: Alessandra Restelli

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